All’isola del Cinema: “Un caffe` con Antonella” – Regia di Sade Patti

Una visione inedita per sensibilizzare sulla tematica dell'immigrazione. Un "one woman show", che fa vivere agli spettatori un viaggio intenso attraverso i suoi occhi.

Foto di Michele Simolo
Sara` proiettato lunedì 28 Agosto all’isola Tiberina “Un caffe` con Antonella“, un’intervista intima, in cui l’attrice Antonella Salvucci, sembra confidarsi, raccontando un aneddoto della sua infanzia. In un primo momento sembra tutto regolare: ci racconta dei giochi con suo fratello, una normale spensieratezza, poi delle sottili allusioni iniziano a cambiare il tono del racconto, che diventa sempre piú drammatico e ambiguo, creando negli spettatori un certo sconforto nello scoprire quel passato cosí triste. A quel punto viene rivelata la veritá, quindi a chi appartiene davvero quella storia, uno dei tanti immigrati la cui sfortuna non ci colpisce piú. Cosí, l’attrice denuda la nostra mancanza di empatia, lasciandoci colpevoli ed imperdonabili.

Note di Regia

L’atmosfera di “Un caffé con Antonella” è molto intima, al fine di creare, all’inizio, la sensazione che si tratti di un’intervista dal tema frivolo e piacevole, per poi giocare, invece, sul contrasto emotivo fra l’immagine e la narrazione. La macchina da presa cattura l’attrice da diverse angolazioni, in posizione fissa, e usa una luce molto morbida. L’attrice , seduta ad un tavolo, una finestra alle sue spalle, le tendine semichiuse, sul tavolo una caffettiera, da cui versa il caffé nella sua tazza mentre si racconta. Prima di iniziare col monologo, l’attrice, che veste i panni di sé stessa, racconta qualcosa di vero della sua vita, che l’aiuta ad introdurre il racconto di Hassan, sempre come fosse suo. Nel turning point della narrazione la macchina da presa, da fissa, entra lentamente in movimento verso il primissimo primo piano dell’attrice, ricreando il moto ondulatorio del mare e la sensazione della difficoltá a respirare. Il percorso emozionale, reso intenso dalla naturalezza della recitazione di Antonella, si conclude con un brusco cambio, l’ingresso in scena del vero protagonista della storia, e l’attrice, che parla alla macchina da presa, ci appare come un severo giudice da cui siamo stati colti in flagrante.