CARLO BUCCIROSSO in “IL DIVORZIO DEI COMPROMESSI SPOSI”

SALA UMBERTO di Roma - Dal 20 dicembre all’8 gennaio

 

scritto e diretto da
CARLO BUCCIROSSO

con Gino Monteleone e Veronica Mazza, Antonio Pennarella, Peppe Miale, Monica Assante di Tatisso e con Claudiafederica Putrella, Giordano Bassetti, Giuseppe Ansaldi

ensemble

Elvira Zingone, Alessandra Calamassi,Alessia Di Maio, Sergio Cunto, Mauro De Palma, Giancarlo Grosso

musiche Diego Perris, luci Francesco Adinolfi, coreografie Rita Pivano, scene Gilda Cerullo, costumi Maria Pennacchio, direzione musicale Gabriella De Carlo, aiuto regia Martina Parisi, foto Gilda Valenza , parrucche Anna Maria Sorrentino, produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

compromessi-sposi_buccirosso-img_5423Don Rodrigo, usuraio dell’entroterra campano, emigrato sulle rive del lago di Como, con i propri scagnozzi, per tentare di rivitalizzare la propria attività finanziaria minata ormai dalla crisi crescente e dalla concorrenza di similari organizzazioni locali, si invaghisce di Lucia Mondella, futura sposa di

Renzo Tramaglino, giovani di modeste famiglie contadine irrimediabilmente compromesse dai legami di usura intrapresi col suddetto Rodrigo, a tal proposito fermamente deciso a sperimentare, loro malgrado, il primo caso di “separazione prematrimoniale, non consensuale, a tasso di interesse fisso”!

La storia, pur mantenendo per sommi capi lo sviluppo del noto romanzo manzoniano, trova nei caratteri dei singoli personaggi, da Perpetua ad Agnese, da Don Rodrigo a don Abbondio, dai Bravi all’Innominato, l’originale chiave di lettura satiro-farsesca e nel linguaggio musicale degli stessi, attraverso canzoni famose riadattate e riambientate in atmosfere e melodie seicentesche, la classica struttura della tradizionale operetta musicale.

compromessi-sposi_buccirosso-img_4862L’uso di svariati dialetti: dal toscano al bergamasco, dal calabrese al napoletano, dall’emiliano al siculo e la vorticosa girandola di numerosi personaggi minori, interpretati dai componenti del corpo di ballo, attraverso canzoni e coreografie, completano la struttura di uno spettacolo che trova i suoi innegabili punti di forza nella tradizione teatrale e nel divertimento della più classica delle satire popolari.