“DUE” – un progetto di collaborazione tra giovani formazioni teatrali

di Compagnia Habitas & Esercitazioni Invisibili

L'imbroglietto_DUEdal 26 al 29 maggio

SALA GASSMAN

da giovedì a sabato ore 20 | domenica ore 17

Un esperimento che prova a immaginare la comunione di idee e di pensiero come una traiettoria alternativa all’individualismo verso cui lo spettro del mercato sembra rivolgerci. L’idea, che viene prima ancora degli esiti scenici, è quella di affermare la necessità della condivisione, della rifondazione di una comunità di artisti che possano abitare lo stesso spazio vitale senza l’incubo della staffetta col proprio vicino. DUE vuole suggerire la possibilità che quello degli artisti sia un unico corpo in movimento; che la competizione è una prerogativa sportiva, ma non artistica; che le differenze, di natura poetica, estetica, filosofica, hanno rappresentato e rappresenteranno sempre quella ricchezza che è il nutrimento essenziale della scena.

DUE è un progetto di Compagnia Habitas, fondata da Niccolò Matcovich e Livia Antonelli, e di Esercitazioni Invisibili, formazione diretta da Federico Cianciaruso, Cristiano Di Nicola e Simone Giustinelli.

DUE è composto di due parti:

L’IMBROGLIETTO
(durata 20’)

spudorato omaggio a Karl Valentin e Liesl Karlstadt

di Niccolò Matcovich

con Livia Antonelli, Niccolò Matcovich, un MacBook Pro

produzione Compagnia Habitas

Karl e Stadt rappresentano la coppia, archetipo teatrale, ma allo stesso tempo rispecchiano l’animo “tingeltangeliano” di Karl Valentin e la compagna Liesl Karlstadt, in un gioco semplice e dialettico dai toni surreali. La bigliettaia, terzo personaggio del testo, è affidata ad una macchina, simbolo della disumanizzazione e macchinosità del marchingegno istituzionale, amministrativo e burocratico. Non c’è dialogo con il robot, ma la possibilità della beffa, a due ceffi così, non la toglie nessuno.

O MI AMI O TI ODIO
(durata 50’) come mettere la solitudine in provetta con un atto di dolore

di Niccolò Matcovich

regia

Simone Giustinelli

con Simone Giustinelli

scene e costumi Antonia D’Orsi

luci Cristiano Di Nicola

assistente alla regia Chiara Aquaro

produzione Justintwo, Esercitazioni Invisibili

Alla fine di tutto, Lui decide di parlarle, di spalancare le porte della coscienza e invocare un’ultima, sorda richiesta d’aiuto. Dopo l’amore, dopo il sesso, le pretese d’un vivere borghese, dopo le domande esistenziali e la voglia di avere un figlio, dopo il sogno di partecipare a un quiz-show, dopo tutto questo Lui le dice il pianto che c’è nel fondo di un legame spezzato. Un monologo della fine, un urlo in versi, una richiesta d’aiuto e di scuse, sulle ceneri di una relazione che non è più.