FRANCESCO PIOTTI firma la regia di “LA FORMA DELLE COSE” di Neil La Bute

Francesco Piotti (I principi che eravamo) dirigerà Gianfranco Terrin, Manuela Zero, Stefano Moretti ed Angela Pepi, quattro attori giovani dal futuro luminoso che hanno all’attivo esperienze diverse fra loro; quattro volti per un testo intrigante come quello scritto da Neil Labute. Piotti si e` laureato al D.a.ms. Cinema all’Università di Bologna dove ha iniziato gli studi teatrali con, tra gli altri, Alessandra Galante Garrone, Piero Maccarinelli e Massimiliano Cossati, ha esordito alla regia nel 2006 con “I Lieder di Schumann” testo pluripremiato di Giancarlo Loffarelli del quale ha curato anche la regia di Confessioni. Regista di Videoclip per gruppi Indie Rock sia italiani che stranieri, nel 2009 e ha esordito anche come scrittore con il romanzo “Sean Connery: L’uomo che non voleva essere immortale“. In teatro ha proseguito la sua attività come aiuto regista e regista negli spettacoli Romeo e Giulietta, Call Center: Vite in Stand by e I “Principi che eravamo” rielaborazione drammaturgia in chiave contemporanea del Piccolo Principe.

La forma delle cose mescola il linguaggio del teatro alla bellezza dell’arte, il fascino del palcoscenico.  Anime sul palco che escono da un pugno e fanno un percorso che disegna stupore, romanticismo, curiosità, le battute danno ritmo e da li prendono forma argomenti estremamente attuali,  materia di studio, analisi, confronto ed un trampolino non solo sull’universo giovanile e le sue problematiche (accettazione, integrazione,  ambizione, crescita, apprendimento) ma soprattutto riflessioni sul potenziale umano fino ai recenti studi sull’intelligenza  emotiva.

Note di Regia

E’ stato amore a prima vista. Un testo bellissimo, con una drammaturgia perfetta, non può che rendere felice qualsiasi regista lo debba mettere in scena. Comporta però anche delle responsabilità. Ho pensato subito a come interpretarlo, cercando di dare una mia visione, istintiva, originale, semplice, ma decisa. Con gli attori abbiamo lavorato a lungo sui personaggi dando loro una personalità definita, ma molto umana, senza artificiosità teatrali, alla ricerca Ma è anche uno spettacolo sull’arte contemporanea e sull’azione artistica in generale. L’arte è creazione, ma anche elaborazione, mistificazione, in poche parole, una bugia! Il centro dello spettacolo è quindi anche la macchinazione artistica, la trasformazione del reale per riflettere, come da uno specchio, una nuova realtà. In modo onesto, passionale, ma anche cinico, crudele. Perché l’arte viene prima di tutto, e va perseguita ad ogni costo.