Torpignattara compie 90 anni e voi per celebrarlo avete organizzato “90 volte Tor Pignatta” proprio per celebrarlo, con eventi di vario genere, quali sono i vostri obiettivi?  

“90 anni fa la città includeva Tor Pignatta nel suo comune chiuso, indicandola così come un quartiere, un’area fuori dalle Mura Aureliane ma facente parte della città. Nel corso del Novecento si è purtroppo andata delineando una frattura fra Roma e la sua area periferica, complici anche amministrazione e pianificazione urbanistica che hanno rafforzato la dicotomia fra centro e periferia. Il linguaggio mediatico troppo spesso utilizza questa dicotomia per indicare un Noi e un Loro che non appartiene ad una città da sempre inclusiva e solidale. e Tor Pignattara ne è stato sempre un laboratorio di sperimentazione delle lotte per le conquiste civili. Faccio solo un esempio: qui sono state pensate le consulte popolari come strumento di partecipazione diretta dei cittadini all’amministrazione della città. Vorremmo allora che Roma oggi compia lo stesso passo di 90 anni fa e riconosca Tor Pignattara come Rione storico, dimostrando di voler rifiutare quella scissione ormai obsoleta fra centro storico e periferia.

Ci può delineare la ‘geografia’ degli eventi principali, tra passeggiate storiche, pose di pietre d’inciampo e altro in serbo?
I primi eventi sono il prodotto di progetti iniziati già nel corso del 2016. Si comincia il 12 gennaio con la posa delle Pietre d’inciampo per 6 dei tanti partigiani caduti nelle retate delle SS tedesche e trucidati il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine. E’ un evento che si profila di grande partecipazione, sia per le scuole coinvolte, sia per le molte associazioni che saranno presenti alla cerimonia di installazione dell’opera artistica di Gunter Denming. Il 29 gennaio invece invitiamo tutti a partecipare alla Domenica dell’Ecomuseo Casilino, che, con l’occasione, realizzerà un itinerario che ripercorrerà la storia e la memoria dei nove mesi di occupazione nazifascista di Roma e racconterà le vicende vissute dalla comunità di Tor Pignattara. Sarà una scoperta dei luoghi che hanno visto tanto dolore e tanta gioia.
Tra gli eventi, la presentazione di un fumetto dedicato a un partigiano del quartiere, frutto di un workshop, ci può descrivere meglio l’operazione culturale e se e quando il fumetto sarà reperibile?
Per quanto riguarda Giordano Sangalli il progetto didattico-artistico nasce grazie all’incontro fra la Scuola Popolare di Tor Pignattara e il fumettista Alessio Spataro. Desideravamo dare un volto ad un giovane del quartiere ucciso dall’esercito nazifascista sul Monte Tancia, sulle montagne di Leonessa, nell’aprile del 1944. Un nome che è rimasto nella comunità grazie prima d un campo sportivo e poi al parco dell’Acquedotto Alessandrino, a lui intitolato. Proprio il parco è ormai da anni un esempio virtuoso di resistenza civile del quartiere al degrado e alla cattiva amministrazione. Giordano non ha un volto, per questo abbiamo chiesto ad Alessio Spataro di aiutarci ad individuare un giovane fumettista che potesse darglielo, raccontandone la storia. Vi aspettiamo il 7 aprile alla mostra ed alla presentazione del libro, per scoprirlo insieme.
 
Ci segnalano che man mano che si avvicina il primo evento del 12 gennaio, si stanno aggiungendo associazioni e proposte di eventi, ci racconta quali?
Giorno per giorno stanno giungendo proposte di eventi da tante associazioni presenti o operanti sul territorio. Sono in programma concerti, spettacoli teatrali, mostre fotografiche, seminari di studio, laboratori didattici, proiezioni di documentari e di film. La nostra speranza è che si crei un passaparola capace di produrre, a pieno regime, un calendario che offra eventi quotidianamente, soprattutto nella bella stagione. Per proporsi basta compilare la form sul sito www.90voltetorpigna.it. E in questo modo vorremmo anche far emergere tutto il lavoro e la passione che tantissime realtà associative mettono in pratica ogni giorno silenziosamente, ma contribuendo alla crescita culturale e sociale di questa comunità.